Salve Regina
Una delle antifone mariane più antiche e amate, pregata alla fine di ogni Rosario e a Compieta nella Liturgia delle Ore.
La Salve Regina è una delle antifone mariane più antiche e amate. Si prega alla fine di ogni Rosario e a Compieta nella Liturgia delle Ore. Le sue parole, «a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime», danno voce sincera al dolore della vita volgendosi alla misericordia di Maria. Spesso si canta, ma anche dirla lentamente commuove. La sua paternità viene spesso collegata a Ermanno di Reichenau, nell'undicesimo secolo, anche se gli studiosi ne discutono. Qualunque sia l'origine, è stata cantata da monaci, marinai e pellegrini per quasi mille anni. Chiude la giornata con fiducia nella sua misericordia e nella speranza di vedere Gesù.
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Salve, Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Prega per noi, o santa Madre di Dio. Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo. Amen.
Domande frequenti
Quando pregare «Salve Regina»?
Recitala alla fine del Rosario, nella preghiera della sera o quando ti senti in esilio.
Come si prega «Salve Regina»?
Dilla o cantala lentamente, soffermandoti sulle invocazioni finali.
A chi è rivolta «Salve Regina»?
È per chi prega il Rosario, per i monaci e per chiunque abbia bisogno della misericordia di Maria.
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